Quando a metà degli anni Settanta Erik Banti scelse di
vivere in Maremma la campagna offriva poco: freddo, buio ed un
po’ di solitudine. Erik decise allora di aprire un ristorante
dove, sistemate le faccende del vino, poter trascorrere serate
in compagnia al calore di un focolare.
Fu così che la magione di Montemerano fu messa a servizio
di quel laboratorio del gusto che in breve ridisegnò i
confini della cucina e dell’enologia maremmana, con la pasta
e i dolci fatti in casa, il cinghiale, l’agnello, la ricotta
fresca e le erbe del territorio.
Per preparare i “suoi” crostini Erik coinvolse i piccoli
artigiani locali. Nacquero così le “salsine”
ed altre ghiottonerie che stimolavano i sensi nel suo rinomato
L’Antico Frantoio. Ancora oggi queste specialità
continuano a ben figurare accanto ai suoi vini.